tttt

 
ico_rest1

 

Dopo questo restauro, il ritratto di Maffeo Barberini, futuro Papa Urbano VIII, si aggiunge alle opere certe del grande Caravaggio.

 

Sono passati novantanove anni da quando, nel 1911, questo quadro sorprendente fece la sua apparizione nella fondamentale Mostra del ritratto italiano alla fine del secolo XVI all’anno 1861 in Palazzo Vecchio, a Firenze.

 

 

 

 

 

 

 

Caravaggio
Il ritratto di maffeo Barberini

Il dipinto si colloca dopo la Buona ventura del Louvre e prima del Suonatore di liuto dell’Ermitage e del Bacco degli Uffizi.

Come nel Bacco, l’artista crea un contrappunto ponderato fra la natura morta in primo piano, meravigliosamente eseguita, con il virtuosismo delle foglie di rosa che si vedono fluttuare nell’acqua attraverso la trasparenza del vaso di vetro, e una figura tratteggiata in modo energico, con grandi occhi a mandorla appena inumiditi.

L’ovale del volto e i tratti sensuali diffusi trovano un confronto diretto con la zingara nella Buona ventura del Louvre. Come nel Bacco, le mani sono scorciate in modo da nascondere il polso alla vista, il braccio sinistro steso della figura è definito dalle pieghettature del rocchetto brillantemente descritte in termini di luce e ombra.

carav

Il gioco di luce sulle dita della mano sinistra che stringe il bracciolo della seggiola dantesca non lascia alcun possibile dubbio riguardo alla paternità di questo straordinario dipinto né sulla sua approssimativa datazione al 1596-'97 circa.

L’opera si può definire inequivocabilmente un capolavoro. Ciò risulta particolarmente evidente in seguito alla pulitura e al restauro rivelatori di Muriel Vervat. Grazie al restauro del dipinto, si può aggiungere qualche osservazione che ne rivela chiaramente la paternità caravaggesca

ico1 ico2 ico3 ico4 ico5

copylinea